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   Acqua:  Amore e Gratitudine

 

Dice Krishnamurti: “La relazione è lo specchio nel quale si scopre se stessi. Senza relazione non si è; essere equivale ad essere in rapporto; essere in rapporto è esistere. Si esiste soltanto in relazione, altrimenti non si esiste. L’esistenza non ha significato.

Primavera romana: aria tiepida, primi fiori; ho voglia di rimettere le mani fra le piante del mio terrazzo. Lo trovo un bellissimo esercizio meditativo. Così preparo tutto l’occorrente e riempio l’innaffiatoio… faccio scorrere l’acqua…,ne ascolto il suono così intimo e conosciuto. Già, l’acqua! Il nostro costituente principale. Sento  l’acqua che scorre e che mi circola nel corpo, entro in risonanza con l’elemento primordiale, vitale, assoluto. Penso alla sua molecola così semplice e così misteriosa.

Tutto passa attraverso l’acqua, ogni vibrazione.

L’acqua benedetta libera da ogni negatività, riequilibra la nostra acqua interiore, entra in risonanza, riarmonizza ciò che è dissonante, disequilibrato.

Non posso fare a meno di pensare alla potenza dell’acqua, alla sua forza, alla sua continua capacità di adattamento, ma allo stesso tempo alla sua ferma determinazione nel mantenere la sua identità, cambiando forma al paesaggio.

Grazie all’acqua vediamo il mondo nella forma conosciuta, variegata.

L’accesso all’acqua ha generato e genera acquisizione di potere. Gestire l’acqua significa gestire la vita.

Penso al disastro atomico giapponese, penso agli ettolitri d’acqua radioattiva che entrano in risonanza con le molecole del mare, di tutti gli organismi che lo abitano e…con ciascuno di noi, trasformandoci.

Il Giappone sembra lontano, ma l’acqua non si ferma a nessun confine; cambia stato, evapora, si solidifica, si scioglie e ogni singola molecola che la costituisce mantiene l’impronta, la memoria delle vibrazioni, delle frequenza alle quali è stata sottoposta. Ecco che quello che è successo così lontano da noi non è così lontano, anzi. Siamo responsabili e co-attori di quanto è accaduto.

La relazione che esiste fra dare e ricevere, fra amore e gratitudine è spezzata. L’arroganza, l’avidità e lo sfruttamento delle risorse, della cosiddetta materia, risuonano al mio interno trasformando il mio momento di “giardinaggio meditativo”.

Guardo le piante e l’acqua raccolta nell’innaffiatoio e mi scuso con loro per tutto il dolore, la sete di potere e supremazia che l’uomo (e quindi anche io) ha esercitato sugli elementi credendoli lontani da sé, esterni, semplicemente a disposizione.

Lo yoga ci indica la non-violenza come passo preliminare propedeutico alla realizzazione dell’unità. Quando riconosciamo l’unità non possiamo trovarci in conflitto con nessuno, ma si palesa la relazione che ci fa esistere. Amore e gratitudine sono le parole chiave per riportare l’equilibrio, la relazione.

Guardo l’acqua e ringrazio per la sua forza vitale che fa crescere le mie piante che amo. Come un mantra, ripeto AMORE E GRATITUDINE , sicura della forza della risonanza che trasforma le molecole d’acqua.

Penso al Giappone sul mio terrazzo.

di    Alessandra Dechigi 

 ___________FORUM_______________________________

 

 

 
Il tuo articolo mi fa riflettere su un interrogativo: i veri yogi sono tutti poeti o i poeti sono incosciamente intrisi di sensibilità yogica? Tu senz'altro testimoni che si possono vivere momenti di yoga e tradurli in parole poetiche pur nella semplicità della vita quotidiana.
Sarebbe auspicabile che tutti fossimo capaci di cogliere in un piccolo semplice gesto la grandezza della vita...e il contatto con ciò su cui scorre ci potesse portare amore,  gratitudine e una dolce armonia.
A tal proposito mi viene in mente che quando mio figlio era molto piccolo e viaggiavamo in macchina un giorno gli dissi che gli regalavo la grande palla luminosa che era in cielo: la luna.
Federico si metteva tranquillo e cercava contento di acchiappare con le manine la sua palla luminosa.
Adesso è cresciuto ma quando torniamo a casa di sera in macchina spesso si accorge della luna e commenta sulla sua bellezza. Egli sa che non è più solo sua ma qualcosa del mio regalo gli è rimasto: la sensibilità ad entrare in contatto con un elemento della natura che spezza positivamente il suo lasciarsi trascinare da quelle che sono le attività  solite di un adolescente di oggi.

Basta poco per stimolare la sensibilità per gli elementi della natura perchè sono già dentro di noi.

Shanti

Monica Di Cristina

 

 

 

 

Quest'articolo è semplicemente bellissimo per la semplicità e la facilità con cui ha trasmesso emozioni, sentimenti e ideali.

Porzia Favale

 

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 Copyright © 2004 Yogaroma                    Ultimo aggiornamento: 10-04-12