|
Archivio
Articoli
home
APARIGRAHA
di
Alessandra Dechigi
Yoga: dalla parola all' esperienza
di Nadia Coronas
Due
parole sullo yoga
di
Anna Avelli
Saraswati e
l' oro della saggezza
di
Pina Scognamiglio
luglio 2011
Giochi di Luce
di
Gioia Croci
Giugno 2011
Riflessioni e Sensazioni riguardo la mia esperienza all' Ospedale Regina
Elena
di
Floriana Amati
Maggio 2011
Acqua :amore e
gratitudine
di
Alessandra Dechigi
Aprile 2011
Equinozio di
Primavera
di
Porzia Maria Favale
Marzo 2011
"Babbo
Natale
ed
altro ancora...
nel
1973"
di
Oriana
Natali
Dicembre 2010
"Vibrazioni Universali"
di
Oriana
Natali
Settembre 2010
"Alla
ricerca delle risposte"
di
Oriana Natali
Luglio 2010
Yoga tra passato e futuro
di
Porzia M. Favale
Maggio 2010
22 mesi
al...2012
di
Oriana Natali
Marzo 2010
|
|
L'equinozio
di Primavera è chiamato anche Festa degli Alberi (secondo la tradizione
di Anna Perenna, antichissima divinità romana femminile, festeggiata
alle idi di marzo nel bosco sacro a lei dedicato) o anche Lady Day (nel
senso di giorno della Dea Luna).
Anche i Piccoli Misteri Eleusini venivano festeggiati in questo mese
posto sotto il dominio di Marte, simbolo delle forze maschili
fecondatrici.
Astrologicamente parlando ci troviamo sotto il segno dell'ariete che
racchiude questo simbolismo maschile.
E' la festa degli opposti, della dualità, delle forze maschili e
femminili, rappresentate dal giorno e dalla notte che hanno la stessa
durata e dall’equilibrio cosmico che producono, garantendoci vita e
abbondanza. Si celebra la fertilità, la crescita e la vita, sia degli
uomini che della natura. I simboli della fertilità sono il coniglio, i
fiori e le uova. Queste ultime sono la rappresentazione della forza
femminile (l'albume) e della forza maschile (il tuorlo) mentre il
guscio, fusione perfetta di due simboli geometrici (il cerchio e la
piramide), congiunge e protegge i due elementi. Tutto cio' che vive ha
origine dalle uova, mammiferi, esseri umani e piante che attraverso il
seme, che ha la stessa struttura di un uovo (la vita protetta da un
guscio esterno) perpetua la vita vegetale. Dunque Primavera, bella
stagione, giovinezza e fioritura sono termini strettamente collegati e
usati spesso l'uno come sinonimo degli altri. Su un piano spirituale ed
evolutivo che senso assume l'equinozio di Primavera? Perché è utile
depurarci proprio a cavallo di questo periodo dell'anno?
Se prestiamo attenzione al susseguirsi delle stagioni, prima di tutto a
livello individuale, cioè dentro di noi, e poi in riferimento a tutto il
pianeta, ci accorgiamo di come l'autunno e l'inverno preparino tutte le
forme di vita ad entrare in uno spazio di oscurità, di umidità e di
introspezione, uno spazio dunque più femminile, dove i semi penetrano,
si nutrono e vengono custoditi, fino al momento in cui l'ambiente e
l'Universo intero è pronto a riceverli come fiori e frutti. La Terra
dunque custodisce ed alimenta questi semi, e l'energia si muove
nell'oscurità, nell'umidità e nella profondità, in attesa che ogni forma
di vita sia pronta a ricevere ed accogliere all'esterno. Ciò che accade
sulla Terra dunque riproduce un vero e proprio concepimento, ed una
gestazione nella stagione autunnale ed invernale, per provvedere alla
nascita con l'arrivo della Primavera, e questo rende ancora più chiaro
ciò che in precedenza abbiamo definito come la prima-stagione e la
giovinezza. In Primavera, in maniera più o meno graduale, i semi
sbocciano e fino all'estate si trasformano in frutti prima acerbi e poi
maturi, che a loro volta produrranno nuovi semi, per nuovi concepimenti,
proseguendo in maniera ciclica l'evoluzione della Vita. Ecco quindi il
perchè della depurazione, ci accorgiamo di come sia indispensabile
ripulire lo spazio dove nuovi fiori sbocceranno, proprio come quando
alla nascita di un bambino l'intera famiglia e la casa che ospiterà il
nascituro si riorganizzano e si ristrutturano in maniera armonica per
accogliere la nuova vita. L'Equinozio di primavera, Oestara, è il
momento sacro in cui luce e tenebre sono in equilibrio ed è anche il
momento in cui la Vita riappare sulla terra nella sua pienezza, la
natura si risveglia dal sonno invernale e in noi si accendono iniziative
e progetti.
Una cosa che non
molti sanno è che il mese di Marzo , per i Romani, era il primo mese
dell’ anno.
L’
arrivare della primavera , era infatti considerato come il logico inizio
dell’ anno, visto che segnava il rifiorire, il rinascere, il
rinnovamento.
Tutti
gli esseri viventi del pianeta percepiscono il cambiamento energetico
della natura al cambio di stagione, e tutte le loro cellule si
comportano di conseguenza.
L’albero
cosmico di primavera
Durante le
celebrazioni equinoziali romane si tagliava ritualmente un grande pino e
si portava in processione con bende e ghirlande di violette fino al
tempio di Cibele, dove era
innalzato.
È lo stesso Imperatore Giuliano (detto “il filosofo”) che ci spiega il
mito e la ritualità delle feste primaverili (nell’opera “Alla Madre
degli Dei”):
“L’albero, infatti, cresce dalla terra, ma per così dire verso
l’etere, ed è bello a vedersi, ci dà ombra nella calura, e poi produce
da sé i frutti di cui ci fa dono: tale è l’esuberanza di fecondità da
lui posseduta. Il rito dunque invita noi che, sebbene di natura celeste,
siamo stati precipitati sulla terra, a mietere la virtù accompagnata
dalla pietà nel campo del nostro comportamento terreno, e ad affrettarci
a raggiungere la dea ancestrale, principio di vita. Subito dopo il
taglio dell’albero, la tromba fa risuonare il richiamo per Attis e per
tutti noi, che un giorno siamo volati dal cielo e caduti sulla terra.
Dopo questo segnale, quando il re Attis, in seguito alla mutilazione,
arresta la sua corsa illimitata, anche a noi gli dei comandano di
eliminare la spinta verso l’infinito e, imitando i demoni che ci
guidano, di risalire verso il delimitato e l’uniforme e, per quanto è
possibile, verso lo stesso Uno“.
Oltre al pino, la
corniola era il sacro arbusto
divinatorio simbolo del mese dell’Equinozio, come ricorda anche il mito
primaverile della fondazione di Roma, nel luogo in cui si conficcò il
giavellotto di Romolo, fatto appunto di legno di corniola.
La parola
equinozio deriva dal latino "equus nox",
ovvero "uguale notte". L'Equinozio di primavera è il momento
dell'uguaglianza del giorno e della notte, quando le forze della luce
sono in fase di crescita.
Il freddo e il buio prolungato delle giornate invernali hanno sempre
suggerito all’uomo l’idea della morte. L’ansia che ne derivava si
traduceva in forme rituali, le quali avevano la funzione di esorcizzare
l’evento funesto e di favorire o addirittura provocare la rinascita. Per
questa ragione il periodo che precede o segue l’equinozio di primavera è
uno dei più ricchi di feste, cerimonie, credenze e miti. Tutte
le società, in particolare quelle agricole, celebravano la primavera
come una resurrezione, attraverso simbologie
talmente radicate nelle più profonde paure e nei più riposti angoli
dell’inconscio collettivo, che anche la società industriale, sia pure in
forme più mediate, perpetua queste antiche forme di evocazione della
rinascita a primavera.
di
Porzia Maria Favale
___________FORUM__________________________________________________
____________________________________________________________________
|