Vibrazioni universaliLa
tradizione orientale ci racconta che, prima della creazione, l’ universo
era solo un’ unica vibrazione musicale, una OM , sillaba sacra della
tradizione induista, mantra dello Yoga, suono assoluto, indistruttibile,
che sostiene l’ intero cosmo, nonché simbolo di Brahma, la realtà
suprema.
Con la creazione, le vibrazioni si sono poi differenziate, creando
oggetti solidi e silenziosi, ma che hanno mantenuto al loro interno, la
vibrazione originaria. Un lettore musicista ci ha ricordato che “una
nota emessa da uno strumento a corde, il piano per esempio, fa vibrare
la stessa nota di un altro strumento, per esempio una chitarra, senza
che questa sia pizzicata”.
Verrebbe da pensare che se riuscissimo a conoscere la vibrazione
interna di qualsiasi oggetto e fossimo in grado di riprodurlo
…..potremmo “muoverlo”, così come riusciamo a mandare in pezzi un
bicchiere di cristallo con un suono molto acuto.
In tutto il mondo la memoria popolare registra un tempo remoto in cui
i civilizzatori usavano il potere del suono per erigere le prime città.
Avvolte nel più profondo mistero sono le rovine di Tiahuanaco, una
grande cittadella fortificata sull'altopiano boliviano che un tempo
sorgeva sulle sponde del lago Titicaca
La datazione della città è controversa, È molto antica, quanto
nessuno è in grado di dirlo; tuttavia nel 1911, un'indagine
approfondita, svolta da un autorevole archeologo, Prof. Posnansky, ne
attribuì la data di fondazione intorno al 10.000 a.C., presumibilmente
durante le catastrofi planetarie che accompagnarono la fine dell'ultima
Era Glaciale.
Una leggenda, narrata dai locali indios ad un viaggiatore spagnolo,
che visitò Tiahuanaco poco dopo la conquista, parla della fondazione
della città avvenuta all'epoca della Prima Creazione, molto prima dell'
arrivo degli incas. I primi abitanti, dotati, secondo la legenda, di
poteri soprannaturali, erano capaci di sollevare miracolosamente dal
terreno le pietre che “... venivano trasportate dalle cave di montagna
attraverso l'aria al suono di una tromba”.
La Bolivia è agli antipodi dell'Egitto, eppure questa testimonianza,
fa pensare che anche gli antichi popoli delle Americhe conoscessero
proprietà del suono che vanno al di là della nostra comprensione.
A Giza, come a Tiahuanaco è stata attribuita una data di fondazione
che risale a prima della fine dell'ultima Era Glaciale, 15000-I0000 a.C.
circa. E’ possibile che una tecnologia acustica sia stata esportata in
diverse regioni della terra da una cultura globale finora sconosciuta?
Spostandoci a nord della penisola messicana dello Yucatán, troviamo,
nascosti nel fitto della foresta, gli antichi templi dei maya, una
civiltà precolombiana dotata di una cultura incredibilmente evoluta. Il
loro straordinario impero fiorì nel primo millennio dell'era cristiana,
ma è chiaro che avevano ereditato le loro profonde conoscenze da una
cultura molto precedente.
Uno dei complessi di templi più misteriosi
lasciatici dai maya, è quello di Uxmal, realizzato, secondo la
leggenda, da una razza di nani. Più strana, però, è l'informazione che
una leggenda maya ci dà su questi mitici nani: "Per loro, il lavoro di
costruzione era facile, non dovevano far altro che un fischio e le
pesanti pietre andavano al loro posto". A questi potenti nani erano
dovute tutte le più antiche realizzazioni del tempo della Prima
Creazione, per le quali dovevano solo "fischiare perché le pietre si
mettessero nelle costruzioni, nella giusta posizione.
Secondo gli autori classici greci, Tebe, capitale della Beozia - un
antico regno situato a nord ovest di Atene - fu fondata dal fenicio
Cadmo, famoso viaggiatore e civilizzatore. Questa grande città, detta
Cadmeia in onore del suo fondatore, sarebbe stata completata da un
figlio di Zeus di nome Anfione.
La cosa più singolare è che Anfione era capace di spostare grosse
pietre al suono di una lira, e in questo modo poté costruire le mura di
Tebe.
Sembra incredibile, ma se tradizioni del genere poggiano davvero su
ricordi alterati di eventi reali, potrebbero contenere importanti
informazioni sulle origini di questa tecnologia perduta.
Per il momento sappiamo che le tradizioni che collegano il suono alla
costruzione di edifici sono universali e non limitate a una particolare
etnia, cultura, religione o a uno specifico continente. Ciononostante,
gli scettici diranno che leggende del genere sono tutte nate
semplicemente dalla superstizione. Per giunta, quando anche fossero
"reali", non ci direbbero praticamente nulla sui metodi eventualmente
impiegati nell'antichità per ottenere la levitazione sonica.
Tuttavia esiste la testimonianza diretta di due viaggiatori
occidentali che avevano assistito all'uso di questa tecnologia, in
Tibet, nella prima metà del ventesimo secolo: le due storie sono state
entrambe raccolte negli anni cinquanta dall'ingegnere e scrittore
svedese Henry Kjellson.
Il primo caso riguarda un medico svedese, a cui Kjellson attribuisce
il nome fittizio di "Jarl". Negli anni Venti o Trenta - la data esatta
non viene fornita - Jarl accettò l'invito di un amico tibetano di andare
a trovarlo al suo monastero, situato a sud-ovest della capitale Lhasa.
Fu durante il suo anno sabbatico che Jarl avrebbe assistito alla
levitazione di blocchi di pietra, alti e profondi un metro e larghi uno
e mezzo, mediante l'uso del suono. L’ evento a cui assistette “Jarl”
viene descritto nei minimi particolari, dalla meticolosa preparazione
dei 19 monaci che formavano questa specie di orchestra composta da
Tamburi, piccoli, tamburi grandi, trombe e ragdon ( sorta di trombe
lunghe più di tre metri) alla levitazione dei grandi massi di pietra che
si andavano a posizionare sul luogo prescelto.
La seconda testimonianza raccolta dall’ ing. Kjellson è quella di un
cineasta austriaco chiamato Linauer. Ambedue le testimonianze sono state
ritenute autentiche dall’ ingegnere svedese, che le incluse nel suo
libro: Forsvunnen teknil ( Tecnologia scomparsa ), pubblicato nel 1961.
Linauer affermò che, mentre si trovava presso un monastero isolato
nel nord del Tibet, negli anni Trenta, ebbe il privilegio di assistere a
eventi davvero fuori del comune. Tra questi la dimostrazione che due
curiosi strumenti sonori, usati in combinazione, erano in grado di
sfidare le leggi della natura a cui la scienza ortodossa aderisce in
modo così rigoroso.
Il primo di questi strumenti era un gong enorme, montato
verticalmente su un telaio di legno. Aveva un diametro di 3,5 metri ed
era composto da tre diversi metalli ad anelli concentrici, l'area
centrale, invece, era così duttile che un'unghia vi lasciava il segno.
L'aspetto del gong faceva pensare ad un enorme bersaglio metallico.
I1 suono che emetteva quando veniva percosso non aveva nulla a che
vedere con quelli prodotti da strumenti simili, perchè invece di
emettere una potente nota continua e sostenuta, produceva una sorta di
tonfo sommesso che cessava quasi istantaneamente.
Il secondo strumento era anch'esso composto da tre diversi metalli.
Secondo i suoi calcoli era alto 2 metri e largo 1 ,mentre la sua forma
viene detta semiovale, simile a quella del guscio di una cozza.
Sopra la superficie concava erano tese longitudinalmente delle corde
ed era sostenuto da una struttura che lo manteneva fisso in posizione
leggermente rialzata. I monaci dissero a Linauer che quel curioso
strumento a corda non veniva suonato né toccato, ma semplicemente
cantava in silenzio, emettendo, secondo le parole di Kjellson,
<<un'onda di risonanza non percepibile all'udito>> solo quando il gong
veniva percosso producendo il suo strano tonfo.
In combinazione con questi strani strumenti veniva usata una coppia
di schermi, accuratamente posizionati in modo da formare un triangolo
con i primi due, il cui scopo sembrava quello di raccogliere, contenere
e riflettere l'<<onda di risonanza non percepibile all'udito>> emessa
dallo strumento semiovale.
Quando fu il momento di una dimostrazione pratica, un monaco armato
di una grossa mazza si avvicinò al gong e cominciò a colpirlo traendone
una serie di brevi suoni a bassa frequenza che dovevano avere un effetto
peculiare sui sensi dell' udito.
Il gigantesco guscio cominciò a emettere quella che si può immaginare
fosse una successione di ultrasuoni che, raccolti e deviati,
provocavano una temporanea assenza di peso in blocchi di pietra.
Quando ciò avveniva, un monaco poteva sollevare con una sola mano una
queste pietre. Linauer fu informato che con questa tecnica i loro
antenati avevano potuto costruire la muraglia di protezione intorno
all'intero Tibet.
Il prezioso racconto di Linauer sembrerebbe aggiungere argomenti a
sostegno della tesi che isolate comunità monastiche nel Tibet più
remoto, fossero in grado di usare il suono per togliere peso alle
pietre. Se riusciamo ad accettare come autentiche, storie del genere, si
rafforza la probabilità che le leggende arcaiche, che in Egitto, in
Bolivia, in Messico e nell'antica Grecia, raccontano di mura, templi e
perfino città costruite con strumenti sonori, avevano una base reale,
per quanto distorta.
Altrettanto possibile è che, la profonda conoscenza delle leggi
universali mise in grado le comunità monastiche Tibetane di scoprire un
mezzo con cui controllare le forze della natura in un modo totalmente
diverso dalla visione della scienza che ha il nostro mondo.
Per i religiosi del Tibet, le leggi di gravità di Newton e della
relatività di Einstein semplicemente non esistevano, quindi non potevano
intralciare la loro personale via del progresso che procedeva lungo
strade diverse. Ma se accettiamo questa ipotesi, dobbiamo anche
concludere che è solo il nostro approccio rigido e dogmatico ad
impedirci di sviluppare tecnologie che non sopportano le restrizioni dei
limiti della scienza ortodossa.
Un famoso sensitivo del nostro tempo, scomparso nel 1994, fu Gustavo
Rol. Molti sciettici si ostinarono a cercare di classificare i fenomeni
di cui si rese protagonista nell’ ambito del paranormale, della
medianicità e quant’ altro. Pochi si resero conto che Rol aveva
semplicemente scoperto quello che ognuno di noi può scoprire e cioè che
l’ uomo può dominare la materia con il suo strumento più potente: “ il
pensiero intelligente”. Rol poteva muovere con l’ uso del pensiero,
oggetti pesantissimi da un capo all’ altro di una stanza, utilizzando
forse delle tecniche simili a quelle sopra-descritte .
Il sensitivo non fece mai dichiarazioni sulle sue capacità invitando
tutti ad utilizzare la propria intuizione, tuttavia disse che aveva
scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta nota
musicale ed il calore. Ma Rol era conosciuto anche come una persona
profondamente buona e generosa e non avrebbe mai divulgato una
conoscenza che avrebbe potuto essere utilizzata con scopi diversi da
quelli puramente filantropici che animavano le sue intenzioni. La stessa
motivazione , paura di un uso sconsiderato della tecnica, fu addotta
dalle comunità Tibetane agli occidentali che si chiesero perché non
fossero divulgate le tecnologie del suono, viste con i propri occhi.
La scienza ci dice che la materia non è solida ma un insieme di
particelle che vibrano a diverse velocità e che noi percepiamo come
solidi. Gli orientali ci insegnano da millenni che il mondo materiale è
solo una rappresentazione ( Maya) e come tale è quindi solo un’
illusione. Ma anche Shopenauer ci parla di illusione e mondo fenomenico
come risultato di un’ illusione.
Il nostro apparato visivo è “progettato” per percepire come solidi
degli oggetti che invece sono composti da micro particelle che vibrano a
velocità diverse . Abbiamo avuto bisogno di strumenti sofisticatissimi
per scoprire che il solido è solo “una rappresentazione” ( maya?) di
particelle che vibrano. Abbiamo scoperto e dato una spiegazione
scientifica a quello che gli orientali ci tramandano da 10.000,00 anni.
Immaginate ora, che siamo in cammino sul nostro ponte di corde un po’
sfilacciate, gettato tra questi due mondi apparentemente in antitesi,
Oriente e Occidente, ogni nodo che facciamo ci accorgiamo che l’
antitesi non esiste , il mondo ci appare sempre più unito all’ universo
e noi , esseri umani , fatti anche noi di energia che vibra, siamo solo
emanazioni di un’ energia più grande e potente. Forse il segreto della
vita è proprio riuscire ad entrare in sintonia o “ risonanza” con la
vibrazione universale, come ci suggeriscono alcune tecniche Yoga, , un
segreto che in occidente è stato per secoli velato dalla realtà
apparente , ma che in oriente non è stato mai un “segreto”.
Settembre 2009
L' autrice:
Oriana N.
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Le ultime righe di questo articolo - che accennano ad una
vibrazione, ad un ritmo dell'universo - contengono una verità, che
per noi occidentali è difficile da comprendere e soprattutto da
accettare, cioè che la vita si svolge seguendo una precisa frequenza
sonora. I mantra - tipici del misticismo orientale - e che a noi
occidentali spesso suscitano sorrisi di sconcerto e stupore, a
questo servono: ad entrare in armonia con il ritmo dell'universo.
Sulla legge del suono si basa il buddismo, una filosofia di vita
"pensata" da Siddharta per aiutare gli uomini a superare le
sofferenze della vita (nascita, invecchiamento, malattia e morte) ed
essere felici in questo mondo, ora.
Grazie all'autrice per l'articolo, molto ben scritto, profondo e
stimolante!
Federica
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