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Giochi di Luce
La
fragile provvisorietà della vita umana, la sua piccolezza in rapporto
all’infinito di cui fa
parte è
stata paragonata al risplendere istantaneo di un’onda nell’oceano.
Per un
attimo sale dalla sua basa d’acqua, prende forma, brilla al sole, si
individua:
eccomi,
eccomi....sono io... la piccola onda.....
e mentre così dice
viene riassorbita nel mare da cui era appena emersa.
Non ci
sono innumerevoli onde separate l’una dalle altre.
C’è solo l’oceano
che palpita e si muove al soffio del vento.
In un
pomeriggio caldo di presagio d’estate, una lama di sole filtrava
dalle
persiane chiuse in cerca di un pò d’ombra.
In quella stanza stavo
facendo non so più che,
e c’era un gran silenzio.
Ad un
tratto l’attenzione e lo sguardo sono stati catturati da uno spettacolo
magico.
Era un
movimento continuo, veloce e finissimo: vedevo un cono luminoso in cui
granellini di polvere in sospensione danzavano nell’aria...
la parte
centrale era attraversata dal raggio di sole e,
quando i granellini
intercettavano la luce, brillavano come minuscole
stelle,
rivestendosi di splendore...
poi,
così come dall’ombra erano entrati nella luce sfolgorante, ne uscivano
diventando
di nuovo
invisibili. Dov’erano finiti? E la loro gloria di un attimo?
La Luce
di cui ci rivestiamo non è nostra, è frutto dell’incontro tra un corpo
opaco e il
raggio
di sole che lo illumina. Entriamo nel raggio, brilliamo e ne usciamo:
quell’ attimo sospeso tra l’entrare e l’uscire lo chiamiamo VITA.
Polvere
in cerca di Luce.
Gioia Croci
giugno 2011
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bellissima la meditazione dell'oceano. anch'io mi commuovo
al pensiero che ogni onda potrebbe, come l'uomo, credere di
essere il centro di tutto mentre in realtà e parte di
qualcosa'altro. e pur tuttavia, con umiltà e non con
superegoismo, serve anche la più piccola onda a rendere
l'oceano com'è in quest'istante. inoltre, come l'uomo,
l'onda nasce, un po più lontano o un pò più vicino, ma
comunque deve giungere al bagnasciuga dove muore ... no
torna al mare ... e comunque dopo aver vissuto.
grazie per la tua splendida riflessione.
fabio zeli
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