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Riflessioni e sensazioni riguardo la mia esperienza all'
Ospedale Regina Elena.
Prima di iniziare la
relazione inerente la lezione di yoga condotta da Porzia Maria Favale
all' ospedale Regina Elena alla quali siamo stati presenti come
auditori io e Massimo, vorrei descrivere alcune mie sensazioni prima
dell'incontro.
- Una nuova esperienza
per me, bello provare quel leggero stato d'ansia collegato a qualche
cosa di nuovo, qualche cosa che ci rimette in gioco. Prima come dicevo,
c'è solo quella forma di ansia legata all' attesa, e a qualcosa di cui
non conosciamo il possibile risultato, c'è un momento, non lo nego, in
cui mi sono chiesta " perchè ?....., ma chi me lo ha fatto fare?....Ho
già un'infinità di impegni, ...tutte scuse che ti dai per il timore
della non riuscita....poi però il desiderio della riuscita di questo
fantastico progetto ed il credere fortemente che questo si possa
attuare, , ha sgombrato la mente da tutte le incertezze iniziali che
avevo. D' altra parte nella vita si può anche stare fermi, non tentare,
non rinnovare....ma questo modo di vedere non fa parte di me...L'
aspetto sociale attraverso lo yoga è una formula vincente, intervenire
portando una competenza e trasferendola con l'insegnamento, permettendo
quindi a persone meno fortunate di te di appropriarsi di questo
strumento per il benessere dell'animo e quindi del corpo.....è a dir
poco magico. Ho già fatto esperienza di volontariato quando vivevo a
Milano, insegnando yoga a persone della terza età ed in
chemioterapia.... Esperienza estremamente positiva. Attraverso il
volontariato ho trovato un nuovo spazio che non elimina il mio lavoro
quotidiano ma che si aggiunge ed arricchisce in uno scenario
completamente nuovo. Uno scenario dove la ricerca della conoscenza e del
benessere non è solo un'esigenza o curiosità ma un vero e proprio
bisogno.-
Ora passo all'aspetto
pratico della lezione. Erano 10 i praticanti. Qualcuno ha scelto di
praticare da seduti, altri sul tappetino....Inizio seduta con ascolto da
parte dei praticanti di un pensiero positivo" Niente e nessuno ci può
disturbare"
Cielo e nuvole come immagini......la nuvola nera che scorre nel cielo e
l'alleggerimento con sensazioni positive nel vederla scomparire all'
orizzonte........
Fiducia nella vita.......
Ascolto del respiro, lasciar scorrere i pensieri che arrivano numerosi
alla nostra mente, una mente fastidiosa, che può disturbarci.........ma
che può essere addestrata attraverso vari strumenti, uno fra questi
il respiro...........
Entrare nell' ottica del "non fare " attraverso un breve
rilassamento.....nella posizione di shavasana, sviluppare un senso di
fiducia con il suolo che ci sostiene, un abbandono fiducioso in cui
entriamo semplicemente......affidandoci....sentirci abbracciati dal
suolo......in maniera molto naturale...sentendo il desiderio di "
fermarsi"......Attenzione del respiro portando le mani
sull'addome...........ed ancora lasciar scorrere i pensieri,
atteggiamento sorridente, viviamo lo spazio che sentiamo......non
opponiamo resistenza nell affidarci......A fine rilassamento ascolto
delle esperienze vissute. Sensazioni positive......Lavoro sul corpo:
supini sul tappetino, qualcuno ha lavorato seduto......raccoglimento
delle ginocchia alternandole al busto poi entrambe raccolte... a
seguire alcuni movimenti liberi....dondolando sui lombi......Lavoro in
piedi: presa di coscienza dell' appoggio delle piante dei piedi sul
pavimento....sviluppare un senso di radicamento al suolo con l'immagine
che" sotto i nostri piedi ci siano delle radici".....sentire bene l
appoggio sotto l 'alluce, sotto il dito piccolo sotto il
tallone.....ginocchia leggermente flesse ma non rigide, lavoro su antero
e retroversione del bacino con immagine della matita tra i
glutei.......aggiustamento della postura, senso di
verticalità.....leggero lavoro sullo scioglimento delle articolazioni
con la domanda "Dov' è il respiro?"............questo per abituare il
praticante a coordinare respiro e movimento. Lavoro sulle cervicali,
movimento su e giù con la nuca...su guardo il cielo, giù guardo la
terra.......rotazione della stessa in sincronia con il respiro.
Movimenti lenti, per sviluppare la consapevolezza.....Lavoro sulle
spalle, facendo dolcemente notare che esse portano il peso della nostra
vita.......quindi dobbiamo fare in modo di renderle il più leggere
possibili.....Lavoro sugli arti superiori, rotazione delle
braccia......sentire lo spazio intorno a noi.....con affermazione
positiva" prendiamoci tutto lo spazio di cui abbiamo
bisogno".......liberi nel movimento. Lavoro sulle mani......sui
polsi....favorire nel praticante il " sentire " senza mettere
l'accento sul " fare, e come devo fare"........Lavoro sullo spazio del
cuore........portare lì le mani ed osservare le sensazioni ed i pensieri
che nascono da questo semplice ed umile gesto......sensazione di amore,
generosità, di lietezza nella vita, di sorriso nell'accoglierla.
Desiderio di dare ed abbracciare...........Lavoro sulle anche,
scioglimento delle ginocchia,......sensazione di leggerezza e pesantezza
lavorando sui piedi. Seduti: alcune brevi e semplici spiegazioni sul
suono e le vibrazioni ed i suoi effetti di "scioglimento delle tensioni"
nel corpo. L'importanza del "lasciare uscire" attraverso il suono.
Attraverso il canto della om far percepire al praticante le tre fasi
della respirazione yogica:
canto della Om con mani sull'addome, sentire il respiro
canto della Om con mani al lato della gabbia toracica, sentire come i
muscoli pettorali si distendono e si rilassano attraverso il respiro....
canto della Om con mani sul collo, clavicole...
canto della sillaba M....mani sopra la testa, la sfiorano.....il suono
produce energia.....sensazioni sul palmo delle mani.....
Breve meditazione riprendendo la frase positiva iniziale" niente e
nessuno mi può disturbare".......la sensazione di pace possiamo
ritrovarla quando vogliamo, lasciando tutto fuori......attraverso lo
strumento del respiro......visualizzare una piuma leggerissima sotto
al naso che attraverso un respiro leggero non vola ......
Termine della seduta.
Condivisione dell' esperienza..........sensazioni positive dei
praticanti.
Tutto questo riguarda la mia prima esperienza come auditore.
- Oggi, posso
aggiungere molto di più anche in veste di insegnante...l' impegno che mi
lega a tutto ciò è un impegno difficile ma nello stesso tempo leggero.
Difficile gestire le proprie emozioni con persone che combattono
quotidianamente la malattia, la morte, il non sapere cosa il
futuro riserverà per loro....Eppure, nonostante ciò, nonostante
il dolore, si entra magicamente nelle sedute in maniera molto
armoniosa, molto semplice...fino ad avvertire, durante la pratica, un
vero afflato...un vero e grande noi, non io no tu, semplicemente
noi...una forte empatia, una condivisione di emozioni e sensazioni
che va ben oltre il nostro essere. Prima ho scritto anche della
leggerezza che mi lega a questa esperienza. Vorrei chiarire. Tutte le
volte che conduco le lezioni in ospedale, prima di iniziare e dopo la
lezione, mi pervade una piacevole e profonda leggerezza, uno stato di
benessere che si propaga in tutta me stessa come una macchia d' olio
investendo sfere riguardo la mia vita privata, e le relazioni con gli
altri... Speranza, entusiasmo, gioia, felicità sono alcuni degli
ingredienti che nutrono i nostri incontri in ospedale. La felicità è una
qualità che è già in noi, così come la libertà e l'amore, sono elementi
della nostra natura divina, ma forse non ne abbiamo ancora preso
coscienza, dobbiamo scoprirli nel nostro cuore senza cercare altrove, e
ci si rivelerà tutta la sua bellezza. Reciprocamente diamo,
reciprocamente offriamo la nostra esperienza, il nostro vissuto, in
maniera anche silente ci raccontiamo. Capita a volte, a fine
seduta, che si sono lasciati così andare fino a dimenticare il loro
stato attuale raccontandosi poi nelle sensazioni vissute...questo è un
vero e proprio momento magico. Mi commuove sempre quando accade. Ogni
incontro è come fosse il primo, mi piace questa esperienza che vivo
assieme a loro; inoltre sento di ricevere tantissimo in confronto a ciò
che umilmente riesco a dare. Un dono ricevuto è la consapevolezza della
gratitudine, oggi, anzichè buttarmi nella vita in modo disordinato,
presto attenzione a ciò che essa mi offre, coltivo la gratitudine come
un fiore prezioso, perchè è solo attraverso di essa che posso evitare
ostacoli alla mia crescita costituiti dal dare tutto per scontato e
prendere tutto come dovuto. In realtà nulla mi è dovuto, ma guardando
attraverso il filtro della gratitudine, mi rendo conto di quanto mi
viene dato.
Om shanti
Floriana Amati
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